Backlink è una parola tecnica per un’idea semplice: un sito ha messo un link che punta al tuo. Se un blog di cucina cita il tuo negozio di utensili, quel link è un tuo backlink.
Perché conta così tanto
I motori devono scegliere fra migliaia di pagine che parlano della stessa cosa. Uno dei modi più affidabili di misurare la reputazione è guardare chi cita chi: la stessa logica dell’accademia, dove il lavoro più citato è il più rispettato.
Questo criterio esiste da quando Google è nato e resta fra i più forti, perché è difficile da falsificare in modo convincente.
Cosa fa contare un link
Non la quantità. Pesano tre cose:
- La relazione col tema: un link da un sito del tuo settore vale molto più di uno da un sito su tutt’altro;
- La reputazione di chi linka: un sito rispettato trasmette di più;
- La naturalezza: un link dentro un testo che ha senso vale più di uno isolato in un piè di pagina.
Cosa non conta
I pacchetti da «mille backlink per 20 euro» esistono e sono sempre la stessa cosa: link in massa, su siti senza relazione col tuo, creati solo per vendere link. I motori riconoscono quello schema da più di un decennio. Nel migliore dei casi quei link vengono ignorati. Nel peggiore, il sito viene penalizzato.
Vale la pena leggere backlink cattivi: come riconoscerli prima di comprare qualsiasi cosa.
Come si guadagnano link onesti
- cataloghi e siti di ricerca del tuo settore;
- partner, fornitori, clienti e associazioni;
- contenuti che altri vogliano citare;
- presenza in elenchi locali e regionali.
Funzionano tutti e sono tutti lenti da fare uno per uno. È quel lavoro che Magneth organizza: il tuo annuncio pubblicato su più di 100 siti di ricerca della rete, ciascuno con un link al tuo indirizzo, dentro contenuti legati a quello che fai.
Cosa i backlink non fanno
Non sistemano una pagina scadente. Se il tuo titolo non parla di quello che la gente cerca, nessun volume di link lo risolve. I link decidono fra pagine simili: non sostituiscono il fatto che la pagina sia giusta.