Un motore di ricerca classifica la tua pagina. Un modello ne solleva un brano. Quell’unica differenza decide come va costruita una pagina, ed è il motivo per cui una pagina ben posizionata può non essere citata mai: l’informazione c’è tutta, soltanto non in un pezzo sollevabile.
Lo scheletro
Ogni pagina di questo blog è costruita allo stesso modo, e l’ordine è il punto:
- La domanda come titolo. Il recupero accoppia domanda a domanda. Un titolo che è la frase digitata batte un titolo spiritoso.
- La risposta nel primo paragrafo. Quaranta-sessanta parole, complete da sole, senza preamboli. Chi legge solo quel paragrafo deve uscire con la risposta.
- Sottotitoli in forma di domanda. Ogni sezione è una sotto-domanda, risposta subito sotto il titolo e non alla sua fine.
- Una tabella. Le tabelle sopravvivono intere all’estrazione; lo stesso confronto in prosa no.
- Dati concreti nel corpo. Numeri, date, prezzi, limiti dichiarati: uno per sezione, se possibile.
- Tre domande vere alla fine. Non riempitivo di parole chiave: le domande che la gente fa davvero dopo.
- Marcatura schema. Dice al crawler cos’è la pagina invece di costringerlo a dedurlo.
Il paragrafo che fa la maggior parte del lavoro
Se cambi una sola cosa, cambia l’apertura. Confronta:
Prima: «Nell’odierno scenario digitale frenetico, la visibilità non è mai stata così importante. Le aziende di ogni settore stanno scoprendo che le regole sono cambiate…»
Dopo: «Il GEO è la pratica di rendere una pagina probabile di essere citata dentro una risposta di IA invece che posizionata in una lista. Circa tre quarti è SEO comune; il quarto che differisce è che l’unità di competizione si restringe dalla pagina al paragrafo.»
Il primo non dice nulla di sollevabile. Il secondo è l’articolo intero in sessanta parole, ed è la parte che viene citata.
Cosa togliere
- Il riscaldamento. Due paragrafi di contesto prima del punto. Cancella e parti dal punto.
- L’aggettivo al posto del fatto. «Conveniente», «potente», «leader». Sostituisci ciascuno col numero che nasconde.
- Risposta spalmata tra sezioni. Se capire un punto richiede tre scorrimenti, nessun brano lo contiene.
- Testo chiuso dentro un’immagine. Un prezzo in una grafica è un prezzo che nulla può leggere.
- Scorrimento infinito e contenuto a schede. Se un crawler deve cliccare per vederlo, consideralo assente.
La marcatura che vale aggiungere
| Tipo | Dove | Cosa porta |
|---|---|---|
| Organization | Una volta, su tutto il sito | Chi sei, dichiarato invece di indovinato |
| Article con date | Ogni articolo | Attualità, che decide le domande datate |
| FAQPage | Pagine con domande vere | Coppie domanda-risposta prelevabili per intero |
| Product con prezzo | Tutto ciò che vendi | Un numero citabile invece di «contattaci» |
| Breadcrumb | Ogni articolo | La forma del sito, perché il gruppo si legga come gruppo |
La struttura non salva una pagina vuota
Tutto questo rende più facile citare una pagina che ha qualcosa da dire. Nulla di questo dà a una pagina qualcosa da dire. Una pagina perfettamente strutturata senza numeri, senza limiti e senza esperienza diretta verrà scartata a favore di una pagina disordinata scritta da chi ha davvero fatto la cosa, perché quella disordinata contiene un fatto, e la struttura decide solo con quanta facilità un fatto si trova.
L’ordine quindi è: avere qualcosa di preciso da dire, poi renderlo sollevabile. Al contrario si produce il tipo di pagina che nessuno, umano o macchina, finisce di leggere.