La prima posizione si prende la maggior parte dei clic, e questo la rende il bersaglio naturale. Vale la pena capire cosa pretende, e anche quando non conviene.
Cosa pretende la prima posizione
In breve: essere la risposta migliore a quella ricerca, e poterlo dimostrare.
- Pertinenza: il termine esatto nel titolo, nell’indirizzo e all’inizio del testo;
- Risoluzione: chi arriva trova quello che voleva senza scorrere molto;
- Reputazione: altri siti dello stesso argomento puntano a te.
I primi due dipendono solo da te. Il terzo dipende dal tempo o da una struttura.
Quando la prima posizione non conviene
Arrivare primo su una ricerca generica porta molte visite e poche vendite. "Scarpa" porta curiosi; "scarpa elegante in pelle uomo numero 42" porta qualcuno con la carta in mano.
Il secondo posto su una ricerca precisa di solito vale più del primo su una ricerca ampia. Misura quello che vende, non quello che riempie il rapporto.
Cosa ha il primo risultato che gli altri non hanno
Quasi sempre tempo. I siti primi da anni hanno accumulato link e storia. Contenderlo di petto costa caro. Contendere una variante più precisa è praticabile, ed è così che entra praticamente ogni sito nuovo.
La via senza scorciatoie
Scegliere la ricerca giusta, scrivere la pagina migliore che esista su quel punto e ottenere siti pertinenti che puntino a lei. Una rete di siti di ricerca come Magneth risolve la terza parte in modo ordinato.
Sulla differenza fra prima posizione e prima pagina, vedi come arrivare in prima pagina su Google.