Parrucchiere, elettricista, allenatore personale, fotografo, insegnante privato, contabile. Chi vende il proprio lavoro ha un vantaggio che l’azienda non ha — il passaparola è forte — e uno svantaggio chiaro: quando il passaparola non arriva, al suo posto non c’è niente.
1. Un indirizzo che è tuo
Un profilo su una rete sociale compare male nella ricerca e appartiene alla piattaforma. Una pagina semplice col tuo nome, la tua specialità, dove lavori, i lavori fatti e come parlarti basta già. Se sembra molto, metterla su richiede un fine settimana.
2. Nome e specialità insieme
"Giulia Rossi" non è quello che la gente cerca. "Giulia Rossi — fisioterapista a Verona" sì. Il titolo della tua pagina ha bisogno del mestiere e della città, perché è così che la ricerca avviene.
3. Google Business Profile, con zona di servizio
Un libero professionista può avere la scheda senza esporre l’indirizzo di casa: basta registrare la zona servita. È gratuito ed è ciò che porta contatti più in fretta.
4. Recensioni di chi ti ha già dato un incarico
Per un servizio reso da una persona, una recensione vale più di tutto ciò che scrivi su te stesso. Chiedila sempre, il giorno del lavoro.
5. Essere dove la gente cerca il tuo tipo di servizio
Elenchi professionali, guide della città e siti di ricerca del tuo settore portano contatti diretti e lasciano link che puntano alla tua pagina, cosa che l’aiuta a comparire su Google.
Farlo uno per uno richiede settimane. Magneth pubblica il tuo annuncio su più di 100 siti di ricerca della rete in una volta.
L’errore comune
Dipendere solo da Instagram. È ottimo per mostrare il lavoro a chi ti segue già, e quasi inutile per chi cerca un professionista adesso e non ti conosce. Quella persona sta su Google.